NON C’È RITORNO – PER NON DIMENTICARE CHERNOBYL

chernobyl1-640x360Il 26 aprile del 2016 ricorreranno i 30 anni del disastro di Chernobyl. Una data importante per ricordare ciò che è accaduto e per farci riflettere sugli effetti e i danni che incidenti dei questo tipo possono causare. Riconoscendo tale problema come di forte attualità, ricordiamo il recente incidente di Fukushima, la “Piccola Compagnia Teatro In-Stabile” di Limena ha allestito uno spettacolo teatrale dal titolo “Non c’è ritorno”. Attraverso le voci di tre fratelli Boris Mikhail e Petia e del loro padre verranno ripercorsi gli eventi drammatici di quei giorni, che hanno causato migliaia di vittime, cambiato la vita di milioni di persone e messo a rischio l’intera Europa. Molti di questi dati sono rimasi segreti per diversi anni impedendoci di comprendere a pieno ciò che è accaduto e i rischi che stiamo ancora correndo.

Boris deve scrivere una relazione sul disastro di Chernobyl in quanto membro della commissione istituita dal governo russo per dare un versione ufficiale di quanto accaduto. La relazione deve essere consegnata entro l’agosto del 1986 sei mesi dopo l’esplosione, e gli obiettivi sono chiari: attribuire la colpa di quanto accaduto agli addetti alla centrale e minimizzarne gli effetti. Sembra un esercizio facile per Boris se non fosse continuamente disturbato dalle riflessioni apparentemente strampalate di suo fratello Petia, vittima sopravvissuta al disastro, e dalle osservazioni di Mikhail ingegnere meccanico addetto alle turbine del reattore numero quattro della centrale, in servizio la notte dell’esplosione.

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Non c’è ritorno – Per non dimenticare Chernobyl

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