SERATA A TEATRO PER LA CONCLUSIONE DEL PROGETTO VE.R.A.

Il 10 novembre scorso, presso il teatro dell’Istituto Don Bosco a Padova, le ACLI provinciali di Padova e ACLI Arte Spettacolo hanno presentato Al di là dell’orizzonte e Hikikomori due spettacoli di prosa scritti e prodotti all’interno del progetto VE.R.A. (Verifica Rifletti Agisci). La serata è stata aperta da Anna-Rita Di Muro, vicepresidente di Acli arte e spettacolo e coordinatrice del progetto VE.R.A., che ha spiegato le finalità e tutte le varie fasi realizzative che hanno portato a compimento questo complesso progetto basato sulla metodologia del Teatro dell’Oppresso. Il progetto, la cui realizzazione è stata possibile grazie alle risorse del 5 per mille destinate alle ACLI, si è snodato per tutto il 2017 e ha avuto come punto finale l’allestimento e la messa in scena di questi due spettacoli ad opera degli attori delle compagnie teatrali di ACLI Arte e Spettacolo. Attraverso l’attivazione di un percorso informativo e formativo, partito dall’approfondimento di tematiche di stretta attualità come l’immigrazione e i social media, questo progetto ha avuto l’intento di fornire uno strumento di lettura del cambiamento sociale grazie all’utilizzo dell’esperienza teatrale. I protagonisti del progetto sono stati i circoli Acli della provincia di Padova che, opportunamente guidati da professionisti, hanno tradotto le emozioni, i pensieri e i sentimenti in questi due canovacci teatrali che hanno rappresentato questo percorso con l’intenzione di condividere ciò che è stato elaborato in questi mesi.

La prima delle due piece proposte al nutrito pubblico presente in sala è stataAl di là dell’orizzonte” incentrata sul tema dell’immigrazione e sulle necessità di analizzare la realtà con occhi differenti utilizzando soprattutto il pensiero. Tramite un viaggio, i personaggi, gli attori ed il pubblico, hanno potuto intraprendere un percorso introspettivo e condiviso, senza paure. Seguendo un testo che non si prefigge l’idea di schierarsi da una parte o dall’altra, è stato possibile avvicinarsi alle realtà di tanti esseri umani slegati dalle linee guida date dal sesso, dall’età o dallo spazio. Si è così creato un ambiente allo stesso tempo vuoto di informazioni e saturo di sensazioni. All’interno di questa strada, i personaggi hanno portato gli spettatori a formulare un proprio ragionamento, tramite le esperienze e le idee di ciascuno. In modo onirico, i diversi attori hanno portato avanti le loro parti snodando la narrazione fra sensazioni e ricordi, su una sottilissima linea di confine tra il tutto ed il niente, dove, con linearità, si è raccontato il viaggio di un personaggio, anomalo, verso un sogno da raggiungere, passando attraverso incubi dai quali sfuggire. I ricordi, tramite alcuni flashback, sono stati le uniche parti in cui si è dato spazio alle spiegazioni, collante tra le varie parole. La conclusione del testo ha portato quindi alla creazione di un dialogo che ha portato ogni spettatore a rapportarsi con le proprie emozioni.

Il secondo spettacolo è stato “Hikikomori”, lavoro conclusivo del secondo percorso che aveva come tema i social media. Il titolo della piece è un termine giapponese, che descrive una condizione che ha travalicato i confini nipponici già da qualche tempo: alienarsi completamente dal mondo che conosciamo e delegare ogni forma di contatto umano al computer. Comunicare, condividere e viaggiare restando chiusi nella propria stanza, usando un monitor come unica finestra sul mondo e i fili della rete come strade da percorrere. Ma queste strade non portano in nessun luogo vero e la linea di confine tra il mondo reale e la realtà virtuale diventa sempre più sottile. Questo isolamento sociale può facilmente diventare dipendenza da internet. Il testo teatrale e gli attori hanno portato gli spettatori attraverso i molteplici e sconosciuti pericoli che si nascondono nella rete perché il pubblico arrivasse alla consapevolezza che è necessaria una profonda consapevolezza dello strumento per poter sfruttare appieno i suoi vantaggi e non rischiare, come succede ai personaggi in scena, di restare inconsapevolmente in balia di chi ha scelto di usare la rete in maniera poco corretta.

Le immagini dal backstage delle prove sono di Andrea Cristofanon

Note a margine

Negli ultimi anni abbiamo cercato di favorire la cooperazione tra le compagnie aderenti al nostro circuito: abbiamo cercato di moltiplicare le occasioni di incontro, di scambio, di conoscenza, convinti dell’importanza di questi momenti. Assistere alla prove prima e allo spettacolo dopo di “Hikikomori” e “Al di là dell’orizzonte” ha rafforzato in me questa convinzione. Sono grato ad Anna-Rita Di Muro, preziosa collaboratrice, per l’impegno e la dedizione con cui ha coordinato l’intero progetto; alla Segreteria e alla Presidenza Provinciale di Acli, per la pazienza che sempre ci hanno dimostrato; a Marco Capurso e Francesco Bosco, tutor, autori e registi. Un grazie speciale a tutti gli attori che hanno accettato di mettersi in gioco in questo lavoro, dimostrando una passione che da sola ripaga il nostro impegno. Alla prossima. Di sicuro

Gianluca Meis

Presidente di Ata.TeatroPadova e Acli Arte e Spettacolo padova

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