ANTEPRIMA “SU IL SIPARIO”: OMAGGIO A LIBERO PILOTTO

Feltre-Belluno-Libero-Pilotto-AttoreCon la diciottesima edizione della nostra tradizionale rassegna, da sempre vetrina delle produzioni delle compagnie aderenti ad Ata.TeatroPadova prima ed ora ad Acli Arte e Spettacolo, vogliamo rendere omaggio ad un attore e drammaturgo veneto molto attivo in a fine ‘800 e le cui commedie ancora oggi vengono rappresentate e con gran divertimento e successo. Libero Pilotto nasce a Feltre nel 1854, di umili origini, studiò alla Regia Scuola di declamazione di Firenze. Al termine degli studi entrò in arte, facendo parte prima di compagnie teatrali minori (in una delle quali recitò con una giovanissima Eleonora Duse) e poi come «generico» e «promiscuo» in grandi compagnie, come quelle di Luigi Bellotti Bon, Cesare Rossi, la Di Lorenzo-Andò e in quella di Ermete Zacconi.
Fu autore di una ventina di commedie, tra cui Dall’ombra al sol (1880), Le macchie del sole (1892) e Figli d’Ercole (1898), scritte in italiano, e Un amoreto de Goldoni a Feltre (1880), L’Onorevole Campodarsego (1889) e I pelegrini di Marostega (1890), scritti in dialetto veneto. A quanto pare, fu un uomo avverso ai soprusi e alle ingiustizie della sua terra, patriottico e liberale, che ha ovviamente scontato il prezzo della denuncia sociale – come accade ancora per molti personaggi controcorrente e scomodi – dividendo l’opinione pubblica tra pro e contro e rischiando di non essere sempre accolto con favore dal pubblico.
Sposato dal 1883 con l’attrice Antonietta Moro, da costei ebbe un figlio, Camillo, affermato attore teatrale, cinematografico e radiofonico della prima metà del Novecento.
La drammaturgia di Pilotto si caratterizza per le tinte forti con cui scolpisce i personaggi. Di lui hanno scritto, infatti, «I personaggi del Pilotto sono tutti di un pezzo: o completamente buoni, o del tutto malvagi: da una parte, abbiamo i poveri, gli umili, gli sfortunati, tutta gente fior di virtù, dall’altra, le persone in autorità, i ricchi, tutti fior di scellerati»
Ammalatosi, fu costretto ad abbandonare la sua attività e si ritirò nella sua città natale dove morì nel 1900 all’età di 46 anni.

SU IL SIPARIO, in partenza il 13 gennaio 2018 presso il Teatro Don Bosco di via De Lellis 4 a Padova, proporrà due commedie di Libero Pilotto

20 gennaio 2018

I PELLEGRINI DE MAROSTEGA
Adattamento e regia di Sandro Cappellozza
Compagnia Teatrale Le Acque Mosse

Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1892 con enorme successo dalla Compagnia di Emilio Zago, la pièce vuole essere una satira arguta di certi ambienti veneti di provincia all’apparenza intrisi di bigottismo e zelo religioso, assertori di una fede incrollabile cui sono spesso i primi a venire meno. La commedia ha come antefatto gli avvenimenti accaduti nel corso del soggiorno romano del “pellegrinaggio cattolico di Marostica e circondario, organizzato dal suo capo Giacinto Bondiola fabriciere della Chiesa di San Giacomo, ecc” in occasione dell’Anno Santo del 1890. La vicenda è ambientata alla fine dell’ottocento nella cittadina di Marostica. I protagonisti sono i componenti della famiglia Bondiola: Giacinto e Felicita, i capostipiti. Da sempre ferventi cattolici e praticanti, tornano da un pellegrinaggio da Roma con il segreto intento di riportare sulla retta via la loro figlia Giovanna sposa felice, “purtroppo”, del giovane e brillante avvocato Alfredo, uomo dalle idee profondamente progressiste e liberali. L’arrivo a Marostica di una straniera, la viennese Lory Zimmermann, stravolge completamente gli eventi, mettendo soprattutto in grave pericolo il tranquillo menage familiare dei giovani sposini. Tutto il paese si mette in moto: chiacchere, sospetti, testimonianze… tutti hanno qualcosa da raccontare fino al sorprendente finale…

27 gennaio 2018

L’ONOREVOLE CAMPODARSEGO
Adattamento di Sara Centenaro
Compagnia Arlecchino

Questa commedia è di immediata presa sul pubblico per la pirotecnica comicità, che scaturisce dalla satira sulla nobile borghesia dell’entroterra veneziano che vede partire l’unico erede del patrimonio e del titolo per Roma, eletto deputato. Naturalmente la vita della grande città alletta e, in un certo senso, distoglie il neo-deputato, che non disdegna qualche scappatella. Segue la stessa sorte il Conte Ambrogio, padre del neo eletto deputato, mandato a redimere il gaudente onorevole. Arrivano all’improvviso i congiunti, legati alle rigide tradizioni paesane, e ne consegue una serie di vivaci situazioni a suon di colpi di scena.

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