SilS2016_01Il teatro amatoriale torna protagonista a Padova, dal 16 gennaio al 27 febbraio, con la sedicesima edizione di “Su il Sipario”, rassegna organizzata da Ata.TeatroPadova e da Acli Arte e Spettacolo al Teatro Polivalente Don Bosco di via De Lellis 4 a Padova. La rassegna propone anche quest’anno sette appuntamenti che, ogni sabato, vedranno le principali compagnie amatoriali del territorio, e non solo, affrontare opere in lingua italiana e in dialetto veneto. Amore per il teatro e passione, questo racchiude l’aggettivo amatoriale: anni di presenza sul territorio, forti legami con la tradizione, culla per molti che poi hanno scelto la strada della professionalità. Una rassegna questa che spazia da Goldoni a Rocca e Tian, dalla Francia di Hennequin e Bilhaud, agli Stati Uniti di Neil Simon, presente come autore in due degli spettacoli proposti. Unico comun denominatore il piacere di sorridere e divertirsi insieme ogni qualvolta che dal palco si è pronti a dare il via con su il sipario!

Il programma

16 gennaio 2016

LA SCORZETA DE LIMON di Gino Rocca
e LA COA DE LA GATA di Achille Tian
Regia Sandro Cappellozza
Compagnia Le Acque Mosse

DSC_0323I due atti unici sono collocati in spazi temporali diversi, si passa infatti dagli anni “40 de “La scorzeta de limon” di Gino Rocca agli straordinari anni “60 con “La coa de la gata” di Achille Tian. Unico filo conduttore che accomuna questi due atti unici sono le figure dominanti delle due mogli: Matilde e Orsola.
Il primo atto è ambientato negli anni ’40 in un paesino della campagna padovana, in una casa patriarcale di gente benestante: Giacomo, capofamiglia e uomo mite, in seguito ad una presunta avventura extra coniugale avvenuta molti anni prima ha perso ogni autorità e non passa giorno senza subire umiliazioni da parte di tutti i componenti della famiglia, compresa la giovane cameriera. Sarà la visita inaspettata di un suo vecchio amico a stravolgere gli equilibri familiari e a rimettere tutto in discussione. Secondo atto. Anni “60 in una famiglia della media borghesia. I caratteri focosi e contrapposti della madre Orsola e della figlia Lisa prendono fuoco in seguito alla sparizione della gatta di casa, “Cicci”, per la quale Orsola nutre un grande affetto. A subire gli sfoghi delle due donne è Cristoforo, capofamiglia dal carattere pacifico e bonario che mal sopporta i continui litigi a causa della gatta. Arriva il giorno dei chiarimenti ma non tutto va come dovrebbe andare.

23 gennaio 2016

ZOGANDO A TRESETE
di Emilio Baldanello
Regia Milan Pelan
Compagnia Palcoscenico Città di Monselice

16853La marchesa Ernestina d’Arbay, vedova di un generale francese (la vicenda si sviluppa in un paese del Veneto) ha una figlia, Catina, frutto di un peccato di gioventù. La giovane, ormai ventenne, ama riamata il conte Ascanio, ma perché il matrimonio avvenga bisogna trovarle un padre che la riconosca e le dia un nome. Di ciò si incarica il fattore Toffolo Meraveggia che, saputo dalla marchesa il nome del supposto padre, tale Lunardo Antian, va a trovarlo per convincerlo a fare il suo dovere. Vecchio burbero e intrattabile, Lunardo nega ogni responsabilità, anzi afferma di non essere stato l’unico ad avere a che fare con la disponibile marchesa. Quando giungono due suoi amici per la consueta partita a tresette alla quale, mancando il quarto, partecipa anche Toffolo, si scopre che anche loro sono stati amanti della giovane Ernestina nello stesso periodo di Lunardo. Poco a poco la voglia di paternità contagia tutti e tre…Ma chi darà il nome a Catina perché il suo sogno possa coronarsi?
Il sicuro tratteggio dei personaggi, l’agilità della trama, la freschezza del dialogo scorrevole e vivace, la straordinaria resa comica, fanno di questa commedia, di chiaro sapore goldoniano, un piccolo gioiello della tradizione teatrale veneta.

30 gennaio 2016
A PIEDI NUDI NEL PARCO
di Neil Simon
Regia di Gioele Peccenini
Teatro Fuori Rotta

foto aTorna l’irresistibile commedia di Neil Simon, che fece il giro dei maggiori teatri del mondo e divenne la base per l’indimenticabile capolavoro comico interpretato da Robert Redford e Jane Fonda. Brioso e pieno di colpi di scena lo spettacolo coinvolge dall’inizio alla fine lo spettatore intrattenendolo con momenti di alto umorismo.
Due giovani sposini, un avvocato esordiente e la giovane moglie, spensierata e piena di iniziative, si trovano alle prese con i problemi causati dal mettere su casa al nono piano di un palazzo senza ascensore. L’armonia matrimoniale lascerà posto a spassosi battibecchi e a scontri e incontri di alta comicità che finiranno per coinvolgere la suocera e il pittoresco vicino di casa, un arrampicatore di condomini e intrattenitore di prim’ordine.
Fino a che punto si possono armonizzare insieme modi di vivere e di pensare tra loro opposti? Dov’è il fragile confine tra la convivenza rispettosa e una frattura insanabile? Questo il tema spassosamente affrontato dal grande commediografo statunitense. Il testo, scritto nel 1963, attinge obbligatoriamente alla realtà di quegli anni. E non a caso il 1963 è l’anno di Martin Luther King e della sua marcia pacifica su Washington; l’anno del primo LP dei Beatles; l’anno dell’assassinio di John Kennedy. Gli anni dunque in cui lo scontro generazionale e i nuovi ideali frutto di quell’epoca caratterizzano il vivere di tutti i giorni. Dove il cambiamento e il confronto coinvolgono non solo genitori e figli ma anche coloro che pur appartenendo alla medesima generazione sono idealmente lontani.
Da qui l’esigenza dell’autore di dipingere due realtà diverse e di metterne in luce i pregi e ridicolizzarne gli eccessi con quella comicità che gli appartiene.

6 febbraio 2016

I PETTEGOLEZZI DELLE DONNE
di Goldoni
Regia Luca Girotto
I Commedianti di Paolo

20151111_082328Beppo e Checchina sono in procinto di convolare a nozze; tuttavia poco prima dello sposalizio la rigattiera Donna Sgualda racconta alla lavandaia Donna Catte una notizia della quale è venuta a conoscenza: Checchina non è la vera figlia di Paron Toni come tutti credono. La notizia, attraverso un veloce passaparola fra le donne di Venezia, giunge all’orecchio di Beppo, che si vede quindi impossibilitato a sposare una ragazza di paternità incerta, pur amandola molto. Quando poi si diffonde la notizia che il vero padre di Checchina è giunto in città, tutti i pettegolezzi conducono ad attribuire la paternità ad un venditore di noccioline, Musa detto Abagiggi. Anche in questo modo Beppo non può sposare Checchina per via della differenza sociale e di lì a poco si diffondono tutta una serie di chiacchiere sul conto dell’incolpevole Checchina; ben presto tuttavia i pettegolezzi delle signore veneziane verranno spazzate via fino a fare chiarezza sulla situazione e a consentire in questo modo le tanto agognate nozze fra i due promessi sposi.

13 febbraio 2016

LE PILLOLE D’ERCOLE
di Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud
Regia Alberto Frasson
Compagnia Dimensione Arte

pillole 00Lui, medico, marito fedelissimo e un po’ ingenuo. L’altro, un collega burlone che scommette sulla fedeltà dell’amico. Loro, le Pillole d’Ercole, eccezionali pasticche afrodisiache. Ecco gli ingredienti di base per uno scherzo irresistibile. Così un morigerato professionista di Parigi diventa un irrefrenabile amante, un mandrillo scatenato che ci prova con la prima donna che gli capita a tiro. Puntuale, però, arriva l’imprevisto: il marito cornuto deciso a vendicarsi del povero medico rendendogli “il favore”. Occorre in tutti i modi evitare il patatrac ed ecco lo stratagemma: inventarsi una moglie di comodo per far consumare la vendetta e salvare il matrimonio. Ma qualcosa va storto, nuovi personaggi entrano in scena e gli equivoci continuano ad ingigantirsi a dismisura in una apparente spirale senza fine.
“Le Pillole d’Ercole”, commedia scritta da Charles Maurice Hennquin (1863-1926) nel 1904, con la collaborazione di Paul Bilhaud (1854-1933), funziona come un perfetto meccanismo ad orologeria, dove in ogni istante la vicenda si complica arrivando ad ingenerare situazioni così paradossali e complicate che sembra impossibile allo spettatore, tra una risata e l’altra, che tutto possa ritornare alla normalità.

20 febbraio 2016

IL NOTAIO É MORTO
giallo brillante di Antonella Caniato
Regia Antonella Caniato
Compagnia CostrettiOltreconfine

IMG_7197_MIGLIORELa vicenda è ambientata al giorno d’oggi in un teatro. Una compagnia teatrale amatoriale presenta una commedia il cui testo è stato scritto da uno dei Componenti della stessa e che sembra incentrato sulla morte di un certo Arcibaldo Trotta Morelli, il cui dichiarato decesso scatena contrasti per l’eredità e la paura , da parte dei parenti, che Lucrezia, la governante, possa vantare diritti sull’eredità. Ma quando l’attrice che impersona Lucrezia entra in scena per dire che il notaio, il quale dovrebbe presenziare all’apertura del testamento, è morto, non riesce a parlare e a dire la battuta prevista. Gli altri attori pensano ad un vuoto di memoria e cercano di risolvere la situazione improvvisando. Ma la verità è che Tina, l’attrice che impersona Lucrezia, ha trovato nella sua borsa un biglietto “ agghiacciante”: qualcuno dichiara che tra poco sarà fatta giustizia. La situazione richiede l’improvvisa interruzione dello spettacolo ma determina anche, in presenza dello stesso pubblico in sala, il bisogno di indagare, di capire. Emergono rivalità, odi reciproci, tensioni nascoste che il custode del teatro invita gli attori a manifestare per dimostrare che il pubblico oggi è attratto, quasi morbosamente, da ciò che sta dietro alle tragedie e che è l’unico mezzo per fare odiens. Altri personaggi , oltre ai quattro attori della commedia , sono coinvolti in questa che appare una “pubblica confessione” e che mette a nudo i sentimenti più intimi: una Trova-robe complessata, un tecnico luci-audio che sembra disprezzare la Compagnia per la quale lavora,sottopagato.
Attraverso vari colpi di scena ed inaspettate rivelazioni, la storia si snoda fino alla sua conclusione, se conclusione si può chiamare , visto che tutto sembra ancora poter cambiare ed essere messo in gioco. Niente è infatti come sembra e, dietro le apparenze, in ogni persona si nascondono altre realtà.

27 febbraio 2016

ANDY E NORMAN
di Neil Simon
Jonathan’s Performing arts
Regia Renata Rizza Stracquadanio

IMG_2503“Andy e Norman” (un classico della commedia americana degli anni ‘60) è una fiaba moderna nel perfetto stile dell’autore, uno dei più famosi commediografi viventi, l’ottantottenne Marvin Neil Simon, che con armonia e sarcasmo mette in risalto le nevrosi della middle class americana (ma non è difficile vedervi un’allusione ai giovani europei dei nostri giorni, travolti dalla precarietà e dall’individualismo), esaltandone le debolezze e i cedimenti nelle maglie di una trama ricca di situazioni esilaranti e paradossali. Le vicende ruotano attorno ad una coppia di scapoli, appunto Andy e Norman, che dirigono e producono riviste alternative. Ma purtroppo la ditta “Andy e Norman i geni della biro” è da sempre alle prese con le difficoltà economiche. I due cercano di barcamenarsi con esiti penosi, tra pagamenti rimandati e scadenze non onorate. Norman, colpito da una crisi inventiva, non riesce a concludere il musical al quale lavora, consumando i suoi polpastrelli su una vecchia macchina da scrivere, mentre Andy, produttore un po’ confusionario, divide le sue giornate tra la vendita di abbonamenti a riviste e le strane idee della signora Macchinini, la stravagante padrona di casa. A far saltare il già precario equilibrio tra i due ci penserà Sophie, un’attraente nuotatrice olimpionica, trasferitasi da poco nell’appartamento accanto, in procinto di sposarsi con un marine. Norman concepisce, non ricambiato, un amore travolgente e quasi delirante per la ragazza, e per giunta deve fronteggiare le immaginarie insidie di Andy, eletto ormai a suo rivale in amore. Il finale è ovviamente a sorpresa.
Brillante, incalzante, piena di umanità e animata da un soffio di tenera malinconia, la commedia di Neil Simon diverte e conquista il pubblico a colpi di battute e situazioni esilaranti. La commedia Andy & Norman ha debuttato il 21 dicembre 1966 al Plymouth Theatre di Broadway e in questo primo allestimento rimase in scena per 261 repliche.

Prima di ogni spettacolo verrà presentato uno dei lavori finalisti al Concorso per monologhi teatrali inediti Monologando. Il pubblico sarà chiamato ad una votazione tramite schede fornite in sala e il suo giudizio si aggiungerà a quello della giuria di esperti che decreterà il vincitore annunciato nella serata conclusiva del 27 febbraio 2016

Direttore Artistico Gianluca Meis

Inizio spettacoli ore 21,00 – apertura biglietteria ore 20,00
Biglietto d’ingresso:
Intero € 8,00
ridotto € 7,00 13/16 anni – over 65; studenti € 5,00 previa presentazione del badge
gratuito 0/12 anni – Persone diversamente abili
Per informazioni e prenotazioni: ATA.TEATROPADOVA – info@atateatropadova.it

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La grafica dei manifesti e dei depliant è di Rocco “Blanco” Tamblè
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